Finlandia….paese da scoprire

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Il mio primo approccio con la cucina nordica è stato in Finlandia. Ne avevo sempre letto e visto video in passato rimanendo affascinata e finalmente é arrivata l’occasione di provarla di persona. Caratteristica che subito colpisce é sicuramente la non grandissima varietà dei piatti ma questo è dovuto al clima di questa nazione che non permette di coltivare o produrre molti ingredienti. Quelli di altissima qualità sono latte, burro e yogurt e soprattutto il burro é la base di molti piatti. É terra ricca di bacche e frutti di bosco, usati per piatti dolci e salati oltre che per distillati.

La cucina segue molto i ritmi delle stagioni e si adatta a quello che la natura offre e devo dire che il risultato sono pietanze di ottimo gusto ed equilibrio.

Il pesce é parte importante della cucina soprattutto nella parte sud e nella zona dei laghi. Aringhe del Baltico, salmone lappone e pesci di lago, come il luccioperca e la trota arcobaleno, sono protagonisti e spesso si affidando al metodo di cottura qui molto diffuso, l’affumicatura; metodo usato da sempre, che espone i cibi al fumo generato dalla lenta combustione di legni aromatici cuocendo ad una temperatura compresa fra i 50 e i 90 gradi per qualche ora. Questo tipo di cottura tende a non modificare le proprietà nutritive e ad esaltarne il sapore grazie ad un giusto uso dei legni utilizzati, oltre che a formare una croccantezza esterna difficilmente raggiungibile con altri metodi.

Il salmone lappone ha tutt’altro sapore e consistenza da quello che ho potuto assaggiare in altri paesi, ha una carne rosa e delicata di gusto meno grasso rispetto a quello a cui siamo abituati e viene pescato al nord sia in acque salate, che in acque dolci.

Come molti paesi nordici grande importanza ha il pane prodotto soprattutto con farina di segale e viene utilizzato in ogni pasto dalla colazione, spalmato di burro, alla cena come ingrediente delle zuppe. L’impasto di pane alla segale senza lievito é usato per uno dei piatti tipici finnici , il Kalakukko, e fa da involucro ad un pasticcio di pesce e carne di maiale cotto poi lentamente al forno. Questo tipo di preparazione é ricorrente in vari paesi nordici variando il contenuto dell’impasto e assaggiandolo mi ha riportato indietro negli anni al Cornish pasty della Cornovaglia.

Fra primavera ed estate é tempo di patate novelle e frutti di bosco.

Le patate novelle diventano contorno quasi onnipresente preparate spesso con latte, aneto e salsa Silli, ottenuta da un’emulsione di burro e aringhe.

In estate la fanno da padrone i mirtilli neri , quelli rossi, di sapore più aspro, e del più prelibato e raro camemoro, anche conosciuto come cloudberry, di un colore arancione splendente, usato per marmellate, succhi e gelatine oltre che come pianta medicinale contro raffreddori e anemie. Con i mirtilli neri si preparano ottime e attraenti crostate come la famosa Mustikkapiirakka, golosissimo dolce con una base di pasta frolla farcita dei famosi mirtilli e yogurt.

Anche l’uso di carne è primario nell’alimentazione finnica, dalla più consueta carne di manzo, alle più particolari carni di renna, alce ed orso, accompagnati spesso da patate e frutti di bosco, questi ultimi costituiscono un gustoso equilibrio alla dolcezza di queste carni.

In Lapponia soprattutto la carne di renna é protagonista di diversi piatti fra cui il tipico Poronkaristys, preparato con strisce sottili di carne di renna.

Ottimi da gustare anche i dolci ma uno su tutti ha suscitato mio interesse, non essendo una grande golosa ma amante della cannella ed è il Korvapuusti.

Queste tipiche brioche finlandesi oltre alla cannella sprigionano un profumo di cardamomo che ne conferisce un’aroma unico e particolare. Su di essi non é presente glassa ma solo una spolverata di granella di zucchero.

La passata immigrazione verso gli Stati Uniti ha portato la diffusione di questi dolci, più conosciuti oltreoceano come Cinnamon Rolls.

Attualmente in Finlandia, oramai grazie all’importazione, si trova tutto ma i finlandesi sono molto legati alla loro cultura gastronomica che viene mantenuta con orgoglio ma sapientemente negli ultimi anni é stata rivisitata e modernizzata grazie anche al turismo che si sta diffondendo sempre di più e nella sola città di Helsinki ci sono ristoranti stellati e premiati che contribuiscono alla diffusione di questa cultura gastronomica in crescente espansione.

Oltre la gastronomia la Finlandia é un paese che offre tanto, dalle aurore boreali tipiche della Lapponia, alle foreste, ai laghi e a Babbo Natale. Ma per uno sguardo diverso su questo affascinante paese andate sul blog Morganadragonfly.com e ne troverete un’interessante articolo e bellissime foto.

Thailandia…..il mio primo amore

Nessun posto finora da me visitato ha suscitato emozioni così forti come la Thailandia. É un paese ricco di spiritualità e storia, che mi ha affascinato molto sia dal punto di vista culturale e gastronomico. Il primo impatto con la cucina thai l’ho avuto a Bangkok, una metropoli con più di 8 milioni di abitanti. Città ricca di contrasti, alterna alti grattacieli e alberghi di lusso a templi buddisti. Un’inferno di traffico e afa dove regna perenne il rumore dei motorini, dei Tuk Tuk e dei taxi fin dalle prime ore del mattino. Ma girando a piedi per la città si è avvolti dalla sua atmosfera coinvolgente sempre accompagnata da profumi di cucina inebrianti.

Ammetto di essere poco obiettiva quando si parla di spezie e aromi essendo la mia passione, ma posso dire che che la Thailandia si può definire il tempio dello Street Food.

Introducendosi fra le innumerevoli stradine interne di questa bolgia ci si trova catapultati in un’altra dimensione : un susseguirsi di chioschi e ambulanti che preparano cibo espresso a qualsiasi ora del giorno. Si è accompagnati da rumori di padelle e da profumi di brodo, di maiale e di pollo, nonché dall’onnipresente profumo del riso sempre presente in quasi la totalità dei piatti.

Il cibo e i rituali della sua preparazione fanno parte della vita di questa metropoli, sembrano quasi essere la sua spina dorsale. É abitudine quasi costante per gli abitanti oltre che per i turisti mangiare per strada avvolti fra fiamme e vapori generati dalle cotture ad alta temperatura necessarie sia per la cottura espressa sia per questioni igieniche. Proprio sulla pulizia non bisogna soffermarsi troppo parlando di Street food thai ma bisogna farsi inebriare dai suoi profumi e dalla fantastica cromaticitá dei suoi piatti.

La cucina thailandese é un sapiente equilibrio dei suoi quattro aspetti fondamentali : salato, amaro, aspro e dolce. Peculiarità ulteriore è il fondere insieme croccantezza e morbidezza.

Essa può essere divisa in quattro cucine regionali ognuna delle quali subisce l’influenza dei paesi limitrofi: a nord ovest dalla cucina birmana, a nord dal cucina dello Yunnan e del Laos, ad est da quella cambogiana e vietnamita e a sud da quella malese. Discorso a parte per la cucina reale thai cresciuta attorno al palazzo del regno di Ayutthaya ove sono presenti influenza occidentali già dal XVII secolo.

Immancabili ingredienti della cucina sono riso, noodles e uova che fanno da base alla carne e al pesce. C’è un sapiente uso del peperoncino, della nota dolce dello zucchero di palma e dell’acidità del lime. Spesso per esaltare la sapidità dei piatti vengono usate la salsa di pesce a base di acciughe fatte macerare in acqua e sale e di gamberetti essiccati.

Piatto che ricordo vivamente e rimasto fra i miei preferiti é i Tom Yum Goong, una zuppa piccante e profumata a base di gamberi, scalogno, lemon grass e cocco. L’uso del latte di cocco in molte pietanze é dovuto all’influenza indiana ed impreziosisce anche molti piatti a base di pollo.

Guarnizione finale al piatto é spesso data da frutta e noccioline.

Parte fondamentale di tutte i piatti é l’aspetto estetico quindi non pensate che nonostante si parli di Street food la presentazione non sia essenziale anzi è talmente parte integrante del piatto che è insita nella veloce ritualità della sua preparazione.

Un discorso a parte va fatto per la frutta di cui ho un ricordo sempre vivido nonostante gli anni trascorsi. A parte i caratteristici frutti come banane, ananas e manghi si possono trovare tanti altri tipi meno noti in Occidente.

Troviamo il young coconut, la noce di cocco fresca, con una morbida polpa e il succo all’interno ricco di vitamine e sali.

La Pitaya chiamato anche dragon fruit, frutto ricco di sali minerali ma dal contenuto calorico molto basso. La Guava ha forma e dimensioni variabili con un gusto che va dal dolce all’agrodolce fino all’acido. Si consuma comunemente crudo insieme a del peperoncino oppure affettato con lo zucchero. Infine cito il Durian, per molti thailandesi considerato il re della frutta. Ha un sapore molto dolce ma un odore forte e penetrante per molti disgustoso. Questo mi ha bloccato dall’assagiarlo, ho provato più di una volta ad assecondare la mia eterna curiosità ma non sono mai riuscita a superare il suo odore. Questo è talmente forte che in molti luoghi pubblici e anche alberghi é vietato introdurlo. La sua buccia é molto spessa e coperta di escrescenze appuntite e all’interno le sue parti commestibili sono separate da una polpa bianca che non si mangia. É ricco di vitamine e proteine e benefico per il sistema vascolare.

Vi consiglio di non tralasciare il consumo di frutta nel vostro soggiorno in Thailandia sia per il suo ottimo sapore sia perché essenziale per reidratarsi dal clima tropicale e la grande umidità.

Il mio soggiorno in questo splendido paese durato più di un mese mi ha permesso di attraversarlo da nord a sud e posso dire che non mi ha mai deluso, sono riuscita ad assaporare sempre piatti diversi e preparati con cura anche se su un marciapiede in mezzo al traffico. Ho scelto di seguire un’itinerario che mi ha portato lontano dal turismo di massa facendomi avvicinare alla popolazione del luogo. Fuori dalla bolgia della metropoli ho trovato più vicino ai miei gusti la parte nord del paese immerso fra le foreste e i templi buddisti , dove i ritmi sono più calmi e a volte il tempo sembra fermarsi. Non esitate a girarlo zaino in spalla e con macchina fotografica al seguito e scoprirete una popolazione culturalmente ricca e sempre sorridente e gentile, che non ha mai abbandonato l’antica componente animista caratterizzata ancora oggi dalle piccole case degli spiriti quasi sempre presenti in ogni abitazione.