Buon Natale…💫🎄


Ed è arrivato Natale…la frenetica vita moderna ci fa mancare a volte il tempo di fermarsi a riflettere sul vero significato di questa festa e recuperare la sua antica atmosfera tipica🙏🥰. Sta a noi cercare di riappropriarsi di ciò che rende questo giorno pieno di gioia e luce✨ contornarsi della propria famiglia, che sia essa biologica o scelta, perché il cuore sente che ci appartiene come tale, riflettendo su ciò che ci ha reso felici e ci ha fatto soffrire..

Che tutto questo sia il punto di partenza per cercare di offrire sempre il meglio di quello che siamo, il miglior regalo a noi stessi e alle persone che amiamo❤️
Un augurio di Buon Natale 💫 sempre pieno di speranza e serenità.

Malga Panna….

Moena…nel cuore della Val di Fassa, paese di favole e leggende, circondata dalle Dolomiti, che all’alba e al tramonto si tingono di rosa. Posizione privilegiata nella valle dove si abbracciano prati verdi, boschi profumati e montagne rocciose.

Centro della tradizione culinaria ladina, cucina semplice fortemente legata al territorio. Affidata all’uso di ingredienti autoctoni, è caratterizzata dall’uso di cereali quale orzo, frumento,avena e segale, ortaggi e legumi e tutto ciò che nell’orto non ha bisogno di caldo per crescere, oltre ad avvalersi di ciò che di prezioso e saporito donano i boschi: ribes, mirtilli, lamponi, fragole, funghi e profumate e benefiche erbe. Latte, uova, formaggi e burro sono indispensabili e fondamentali per trasformare la semplicità dei prodotti in ghiottonerie indimenticabili.

Spalla di coniglio glassata, travisano tardivo e riso integrale

Tutta questa tradizione ma portata a livelli alti di raffinatezza e cura delle materie prime la possiamo ritrovare al ristorante Malga Panna di proprietà della famiglia Donei da più di 50 anni. L’attuale proprietario e chef Paolo Donei è l’ultima generazione della famiglia. 45 anni, insignito di una stella Michelin a soli 19, è riuscito a fondere l’esperienza fatta fuori, con la tradizione della sua terra senza mai però stravolgerla, in quanto è la storia della “sua valle” che vuole raccontare.

Uovo fritto in crosta di polenta, taleggio e tartufo del Trentino

La sua passione per la natura lo porta spesso nei momenti di pausa, in giro per i boschi a raccogliere le erbe spontanee con cui con sapiente uso riesce a racchiudere in un bicchiere i profumi e le sensazioni che le sue montagne sprigionano, disidratando fieno, erbe e fiori al buio, in modo da conservare gli aromi e le fragranze che solo la natura incontaminata riesce ad offrirci.

Tisana “ foglie del bosco “ , petit four e friandise

Le sue proposte sono accompagnate da un’ottima selezione di vini e bollicine che fanno apprezzare le qualità vinicole del territorio non disdegnando una ricercata selezione di estero.

La Francia in un bicchiere

Le valli della Loira e del Nivernais rappresentano uno spazio di natura incontaminato ricco di fauna selvatica. Regione nel cuore della Francia, attraversata da corsi d’acqua navigabili che scorrono fra incantevoli borghi e colline costellate di vigneti. Terre famose per lo Chablis e il Sancerre e soprattutto per quello che considero uno dei migliori bianchi elaborati da uve Sauvignon: il Pouilly Fumé.

In questa regione i vigneti sono antichissimi, alcuni addirittura risalenti al quinto secolo. Il clima è temperato e il terreno varia dal calcareo, al siliceo e al gessoso. Non è facile trovare dei Sauvignon così ben fatti, alcune cuvèe possono essere conservate fino a 15 anni.

Il vino ha di norma un colore oro chiaro con riflessi verdi, il terroir ne conferisce le caratteristiche note minerali, accompagnate da aromi di agrumi e un finale persistente su note affumicate.

Il nome fumé deriva sia da una polvere grigiastra che copre gli acini arrivati a maturazione che dal sua aroma tipico di pietra focaia proveniente dal particolarissimo terroir della Loira che conferisce una impareggiabile mineralità.

Consiglio vivamente di noleggiare una imbarcazione per percorrere questo meravigliosi paesaggi lungo il Canale di Nivernais e farsi rapire, oltre che dai vini meravigliosi, dalla sua fantastica cucina considerata il cuore della gastronomia francese.

Menzione particolare fra i vari produttori la merita una delle più famose e antiche cantine appartenente alla famiglia Ladoucette.

Una delle più antiche cantine di proprietà della famiglia fin dal 1787 hanno portato i vini del poully fumé ad altissimi livelli qualitativi. Il loro attento e meticoloso lavoro in vigna,volto ad un costante equilibrio dell’ecosistema, li ha spinti a produrre etichette straordinarie fra cui il meraviglioso “Baron de L” prodotto solo nelle migliori annate, la cui eleganza lo rende non solo uno dei migliori Sauvignon francesi ma fra i migliori al mondo.

Istanbul….fra Europa ed Asia

Istanbul….crocevia di culture, ricca di storia e contaminazioni culturali, affacciata sullo stretto del Bosforo che la separa in due, a cavallo fra Asia ed Europa. Città contraddittoria imbrigliata fra antiche tradizioni e voglia di modernità. Tutti questi suoi aspetti si ritrovano nella sua cucina. Lo scambio fra popoli e tradizioni diverse fa si che la cucina turca sia una ricca fusione di profumi, ingredienti e tecniche provenienti dal Medio Oriente, dal Mediterraneo, dal Caucaso , dai Balcani e dall’Asia.

A parte alcune specialità che si trovano ovunque nel paese, la cucina ha un forte aspetto regionale che spazia dalle acciughe e granturco al nord, ai kebab e ai meze del sud. Onnipresenti sono le olive, soprattutto nella parte occidentale. Ingredienti base sono la carne, melanzane, cipolla, aglio, pomodori, fagioli e lenticchie. Parte fondamentale è l’uso delle spezie ed è proprio al bazar egiziano di Istanbul, il Misir Çarsisi, nel distretto di Fatih, ci si può addentrare circondati da profumi, aromi e colori. Le varie spezie vengono esposte con sapiente scelta cromatica, ed è possibile assaggiare dolci, frutta secca e miele. Ed è proprio qui che convergevano le carovane di mercanti che percorrevano la via della seta con i loro prodotti provenienti da Persia, India e Cina. Forse attualmente il bazar ha perso un po’ del suo fascino antico e appare un po’ troppo modernizzato ma suscita sempre e soprattutto agli appassionati di cucina un certo fascino, soprattutto se si chiudono per un po’ gli occhi lasciandosi trasportare dai profumi e dai rumori di sottofondo di questo bazar mai silenzioso.

La Turchia non è solo kebab, ci sono i Meze, gli antipasti, a base spesso di melanzane, peperoni, olive e formaggio; i dolma, involtini di carne o verdura avvolte in foglie di vite con riso e spezie; le köfte, polpette di carne, anche di agnello, di cui esistono più di duecento versioni, cucinate al vapore, arrosto e fritte.

Volendosi staccare dal caotico centro città per qualche ora, fare una gita sul Bosforo è una buona idea. Sicuramente si tratta di crociere giornaliere alquanto turistiche ma che offrono una vista decisamente diversa di questa vasta città, offrendo la possibilità di apprezzarne i due versanti, quello europeo,più popolato e ricco di costruzioni passate e moderne e quello asiatico, più verde e tranquillo.

Percorrendo il Bosforo fino all’imbocco del Mar Nero ci si ferma in un piccolo borgo di pescatori, Anadolu Kavagi, che vive adesso di turismo e dove si trovano diversi ristorantini, nonché venditori di pesce fritto preparato all’istante, godendosi questo punto di confine dall’equilibrio politico decisamente importante.

Ultimo ma non meno importante è il consiglio di non lasciare la città senza aver cenato presso il ristorante 1924Istanbul a Beyoglu. Fondato da cittadini russi in fuga dalla rivoluzione bolscevica, questo ristorante vi farà tornare indietro nel tempo facendovi respirare l’aria e l’atmosfera dei primi anni del 900 con le sue pareti di legno e lampadari Art déco russi. Luogo di passaggio di personaggi famosi da Agatha Christie, a Mara Hari e Greta Garbo propone una ottima selezione di piatti russi, oltre che ottimi cocktails e l’immancabile vodka al limone fatta artigianalmente.

Finlandia….paese da scoprire

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Il mio primo approccio con la cucina nordica è stato in Finlandia. Ne avevo sempre letto e visto video in passato rimanendo affascinata e finalmente é arrivata l’occasione di provarla di persona. Caratteristica che subito colpisce é sicuramente la non grandissima varietà dei piatti ma questo è dovuto al clima di questa nazione che non permette di coltivare o produrre molti ingredienti. Quelli di altissima qualità sono latte, burro e yogurt e soprattutto il burro é la base di molti piatti. É terra ricca di bacche e frutti di bosco, usati per piatti dolci e salati oltre che per distillati.

La cucina segue molto i ritmi delle stagioni e si adatta a quello che la natura offre e devo dire che il risultato sono pietanze di ottimo gusto ed equilibrio.

Il pesce é parte importante della cucina soprattutto nella parte sud e nella zona dei laghi. Aringhe del Baltico, salmone lappone e pesci di lago, come il luccioperca e la trota arcobaleno, sono protagonisti e spesso si affidando al metodo di cottura qui molto diffuso, l’affumicatura; metodo usato da sempre, che espone i cibi al fumo generato dalla lenta combustione di legni aromatici cuocendo ad una temperatura compresa fra i 50 e i 90 gradi per qualche ora. Questo tipo di cottura tende a non modificare le proprietà nutritive e ad esaltarne il sapore grazie ad un giusto uso dei legni utilizzati, oltre che a formare una croccantezza esterna difficilmente raggiungibile con altri metodi.

Il salmone lappone ha tutt’altro sapore e consistenza da quello che ho potuto assaggiare in altri paesi, ha una carne rosa e delicata di gusto meno grasso rispetto a quello a cui siamo abituati e viene pescato al nord sia in acque salate, che in acque dolci.

Come molti paesi nordici grande importanza ha il pane prodotto soprattutto con farina di segale e viene utilizzato in ogni pasto dalla colazione, spalmato di burro, alla cena come ingrediente delle zuppe. L’impasto di pane alla segale senza lievito é usato per uno dei piatti tipici finnici , il Kalakukko, e fa da involucro ad un pasticcio di pesce e carne di maiale cotto poi lentamente al forno. Questo tipo di preparazione é ricorrente in vari paesi nordici variando il contenuto dell’impasto e assaggiandolo mi ha riportato indietro negli anni al Cornish pasty della Cornovaglia.

Fra primavera ed estate é tempo di patate novelle e frutti di bosco.

Le patate novelle diventano contorno quasi onnipresente preparate spesso con latte, aneto e salsa Silli, ottenuta da un’emulsione di burro e aringhe.

In estate la fanno da padrone i mirtilli neri , quelli rossi, di sapore più aspro, e del più prelibato e raro camemoro, anche conosciuto come cloudberry, di un colore arancione splendente, usato per marmellate, succhi e gelatine oltre che come pianta medicinale contro raffreddori e anemie. Con i mirtilli neri si preparano ottime e attraenti crostate come la famosa Mustikkapiirakka, golosissimo dolce con una base di pasta frolla farcita dei famosi mirtilli e yogurt.

Anche l’uso di carne è primario nell’alimentazione finnica, dalla più consueta carne di manzo, alle più particolari carni di renna, alce ed orso, accompagnati spesso da patate e frutti di bosco, questi ultimi costituiscono un gustoso equilibrio alla dolcezza di queste carni.

In Lapponia soprattutto la carne di renna é protagonista di diversi piatti fra cui il tipico Poronkaristys, preparato con strisce sottili di carne di renna.

Ottimi da gustare anche i dolci ma uno su tutti ha suscitato mio interesse, non essendo una grande golosa ma amante della cannella ed è il Korvapuusti.

Queste tipiche brioche finlandesi oltre alla cannella sprigionano un profumo di cardamomo che ne conferisce un’aroma unico e particolare. Su di essi non é presente glassa ma solo una spolverata di granella di zucchero.

La passata immigrazione verso gli Stati Uniti ha portato la diffusione di questi dolci, più conosciuti oltreoceano come Cinnamon Rolls.

Attualmente in Finlandia, oramai grazie all’importazione, si trova tutto ma i finlandesi sono molto legati alla loro cultura gastronomica che viene mantenuta con orgoglio ma sapientemente negli ultimi anni é stata rivisitata e modernizzata grazie anche al turismo che si sta diffondendo sempre di più e nella sola città di Helsinki ci sono ristoranti stellati e premiati che contribuiscono alla diffusione di questa cultura gastronomica in crescente espansione.

Oltre la gastronomia la Finlandia é un paese che offre tanto, dalle aurore boreali tipiche della Lapponia, alle foreste, ai laghi e a Babbo Natale. Ma per uno sguardo diverso su questo affascinante paese andate sul blog Morganadragonfly.com e ne troverete un’interessante articolo e bellissime foto.

Thailandia…..il mio primo amore

Nessun posto finora da me visitato ha suscitato emozioni così forti come la Thailandia. É un paese ricco di spiritualità e storia, che mi ha affascinato molto sia dal punto di vista culturale e gastronomico. Il primo impatto con la cucina thai l’ho avuto a Bangkok, una metropoli con più di 8 milioni di abitanti. Città ricca di contrasti, alterna alti grattacieli e alberghi di lusso a templi buddisti. Un’inferno di traffico e afa dove regna perenne il rumore dei motorini, dei Tuk Tuk e dei taxi fin dalle prime ore del mattino. Ma girando a piedi per la città si è avvolti dalla sua atmosfera coinvolgente sempre accompagnata da profumi di cucina inebrianti.

Ammetto di essere poco obiettiva quando si parla di spezie e aromi essendo la mia passione, ma posso dire che che la Thailandia si può definire il tempio dello Street Food.

Introducendosi fra le innumerevoli stradine interne di questa bolgia ci si trova catapultati in un’altra dimensione : un susseguirsi di chioschi e ambulanti che preparano cibo espresso a qualsiasi ora del giorno. Si è accompagnati da rumori di padelle e da profumi di brodo, di maiale e di pollo, nonché dall’onnipresente profumo del riso sempre presente in quasi la totalità dei piatti.

Il cibo e i rituali della sua preparazione fanno parte della vita di questa metropoli, sembrano quasi essere la sua spina dorsale. É abitudine quasi costante per gli abitanti oltre che per i turisti mangiare per strada avvolti fra fiamme e vapori generati dalle cotture ad alta temperatura necessarie sia per la cottura espressa sia per questioni igieniche. Proprio sulla pulizia non bisogna soffermarsi troppo parlando di Street food thai ma bisogna farsi inebriare dai suoi profumi e dalla fantastica cromaticitá dei suoi piatti.

La cucina thailandese é un sapiente equilibrio dei suoi quattro aspetti fondamentali : salato, amaro, aspro e dolce. Peculiarità ulteriore è il fondere insieme croccantezza e morbidezza.

Essa può essere divisa in quattro cucine regionali ognuna delle quali subisce l’influenza dei paesi limitrofi: a nord ovest dalla cucina birmana, a nord dal cucina dello Yunnan e del Laos, ad est da quella cambogiana e vietnamita e a sud da quella malese. Discorso a parte per la cucina reale thai cresciuta attorno al palazzo del regno di Ayutthaya ove sono presenti influenza occidentali già dal XVII secolo.

Immancabili ingredienti della cucina sono riso, noodles e uova che fanno da base alla carne e al pesce. C’è un sapiente uso del peperoncino, della nota dolce dello zucchero di palma e dell’acidità del lime. Spesso per esaltare la sapidità dei piatti vengono usate la salsa di pesce a base di acciughe fatte macerare in acqua e sale e di gamberetti essiccati.

Piatto che ricordo vivamente e rimasto fra i miei preferiti é i Tom Yum Goong, una zuppa piccante e profumata a base di gamberi, scalogno, lemon grass e cocco. L’uso del latte di cocco in molte pietanze é dovuto all’influenza indiana ed impreziosisce anche molti piatti a base di pollo.

Guarnizione finale al piatto é spesso data da frutta e noccioline.

Parte fondamentale di tutte i piatti é l’aspetto estetico quindi non pensate che nonostante si parli di Street food la presentazione non sia essenziale anzi è talmente parte integrante del piatto che è insita nella veloce ritualità della sua preparazione.

Un discorso a parte va fatto per la frutta di cui ho un ricordo sempre vivido nonostante gli anni trascorsi. A parte i caratteristici frutti come banane, ananas e manghi si possono trovare tanti altri tipi meno noti in Occidente.

Troviamo il young coconut, la noce di cocco fresca, con una morbida polpa e il succo all’interno ricco di vitamine e sali.

La Pitaya chiamato anche dragon fruit, frutto ricco di sali minerali ma dal contenuto calorico molto basso. La Guava ha forma e dimensioni variabili con un gusto che va dal dolce all’agrodolce fino all’acido. Si consuma comunemente crudo insieme a del peperoncino oppure affettato con lo zucchero. Infine cito il Durian, per molti thailandesi considerato il re della frutta. Ha un sapore molto dolce ma un odore forte e penetrante per molti disgustoso. Questo mi ha bloccato dall’assagiarlo, ho provato più di una volta ad assecondare la mia eterna curiosità ma non sono mai riuscita a superare il suo odore. Questo è talmente forte che in molti luoghi pubblici e anche alberghi é vietato introdurlo. La sua buccia é molto spessa e coperta di escrescenze appuntite e all’interno le sue parti commestibili sono separate da una polpa bianca che non si mangia. É ricco di vitamine e proteine e benefico per il sistema vascolare.

Vi consiglio di non tralasciare il consumo di frutta nel vostro soggiorno in Thailandia sia per il suo ottimo sapore sia perché essenziale per reidratarsi dal clima tropicale e la grande umidità.

Il mio soggiorno in questo splendido paese durato più di un mese mi ha permesso di attraversarlo da nord a sud e posso dire che non mi ha mai deluso, sono riuscita ad assaporare sempre piatti diversi e preparati con cura anche se su un marciapiede in mezzo al traffico. Ho scelto di seguire un’itinerario che mi ha portato lontano dal turismo di massa facendomi avvicinare alla popolazione del luogo. Fuori dalla bolgia della metropoli ho trovato più vicino ai miei gusti la parte nord del paese immerso fra le foreste e i templi buddisti , dove i ritmi sono più calmi e a volte il tempo sembra fermarsi. Non esitate a girarlo zaino in spalla e con macchina fotografica al seguito e scoprirete una popolazione culturalmente ricca e sempre sorridente e gentile, che non ha mai abbandonato l’antica componente animista caratterizzata ancora oggi dalle piccole case degli spiriti quasi sempre presenti in ogni abitazione.