Thailandia…..il mio primo amore

Nessun posto finora da me visitato ha suscitato emozioni così forti come la Thailandia. É un paese ricco di spiritualità e storia, che mi ha affascinato molto sia dal punto di vista culturale e gastronomico. Il primo impatto con la cucina thai l’ho avuto a Bangkok, una metropoli con più di 8 milioni di abitanti. Città ricca di contrasti, alterna alti grattacieli e alberghi di lusso a templi buddisti. Un’inferno di traffico e afa dove regna perenne il rumore dei motorini, dei Tuk Tuk e dei taxi fin dalle prime ore del mattino. Ma girando a piedi per la città si è avvolti dalla sua atmosfera coinvolgente sempre accompagnata da profumi di cucina inebrianti.

Ammetto di essere poco obiettiva quando si parla di spezie e aromi essendo la mia passione, ma posso dire che che la Thailandia si può definire il tempio dello Street Food.

Introducendosi fra le innumerevoli stradine interne di questa bolgia ci si trova catapultati in un’altra dimensione : un susseguirsi di chioschi e ambulanti che preparano cibo espresso a qualsiasi ora del giorno. Si è accompagnati da rumori di padelle e da profumi di brodo, di maiale e di pollo, nonché dall’onnipresente profumo del riso sempre presente in quasi la totalità dei piatti.

Il cibo e i rituali della sua preparazione fanno parte della vita di questa metropoli, sembrano quasi essere la sua spina dorsale. É abitudine quasi costante per gli abitanti oltre che per i turisti mangiare per strada avvolti fra fiamme e vapori generati dalle cotture ad alta temperatura necessarie sia per la cottura espressa sia per questioni igieniche. Proprio sulla pulizia non bisogna soffermarsi troppo parlando di Street food thai ma bisogna farsi inebriare dai suoi profumi e dalla fantastica cromaticitá dei suoi piatti.

La cucina thailandese é un sapiente equilibrio dei suoi quattro aspetti fondamentali : salato, amaro, aspro e dolce. Peculiarità ulteriore è il fondere insieme croccantezza e morbidezza.

Essa può essere divisa in quattro cucine regionali ognuna delle quali subisce l’influenza dei paesi limitrofi: a nord ovest dalla cucina birmana, a nord dal cucina dello Yunnan e del Laos, ad est da quella cambogiana e vietnamita e a sud da quella malese. Discorso a parte per la cucina reale thai cresciuta attorno al palazzo del regno di Ayutthaya ove sono presenti influenza occidentali già dal XVII secolo.

Immancabili ingredienti della cucina sono riso, noodles e uova che fanno da base alla carne e al pesce. C’è un sapiente uso del peperoncino, della nota dolce dello zucchero di palma e dell’acidità del lime. Spesso per esaltare la sapidità dei piatti vengono usate la salsa di pesce a base di acciughe fatte macerare in acqua e sale e di gamberetti essiccati.

Piatto che ricordo vivamente e rimasto fra i miei preferiti é i Tom Yum Goong, una zuppa piccante e profumata a base di gamberi, scalogno, lemon grass e cocco. L’uso del latte di cocco in molte pietanze é dovuto all’influenza indiana ed impreziosisce anche molti piatti a base di pollo.

Guarnizione finale al piatto é spesso data da frutta e noccioline.

Parte fondamentale di tutte i piatti é l’aspetto estetico quindi non pensate che nonostante si parli di Street food la presentazione non sia essenziale anzi è talmente parte integrante del piatto che è insita nella veloce ritualità della sua preparazione.

Un discorso a parte va fatto per la frutta di cui ho un ricordo sempre vivido nonostante gli anni trascorsi. A parte i caratteristici frutti come banane, ananas e manghi si possono trovare tanti altri tipi meno noti in Occidente.

Troviamo il young coconut, la noce di cocco fresca, con una morbida polpa e il succo all’interno ricco di vitamine e sali.

La Pitaya chiamato anche dragon fruit, frutto ricco di sali minerali ma dal contenuto calorico molto basso. La Guava ha forma e dimensioni variabili con un gusto che va dal dolce all’agrodolce fino all’acido. Si consuma comunemente crudo insieme a del peperoncino oppure affettato con lo zucchero. Infine cito il Durian, per molti thailandesi considerato il re della frutta. Ha un sapore molto dolce ma un odore forte e penetrante per molti disgustoso. Questo mi ha bloccato dall’assagiarlo, ho provato più di una volta ad assecondare la mia eterna curiosità ma non sono mai riuscita a superare il suo odore. Questo è talmente forte che in molti luoghi pubblici e anche alberghi é vietato introdurlo. La sua buccia é molto spessa e coperta di escrescenze appuntite e all’interno le sue parti commestibili sono separate da una polpa bianca che non si mangia. É ricco di vitamine e proteine e benefico per il sistema vascolare.

Vi consiglio di non tralasciare il consumo di frutta nel vostro soggiorno in Thailandia sia per il suo ottimo sapore sia perché essenziale per reidratarsi dal clima tropicale e la grande umidità.

Il mio soggiorno in questo splendido paese durato più di un mese mi ha permesso di attraversarlo da nord a sud e posso dire che non mi ha mai deluso, sono riuscita ad assaporare sempre piatti diversi e preparati con cura anche se su un marciapiede in mezzo al traffico. Ho scelto di seguire un’itinerario che mi ha portato lontano dal turismo di massa facendomi avvicinare alla popolazione del luogo. Fuori dalla bolgia della metropoli ho trovato più vicino ai miei gusti la parte nord del paese immerso fra le foreste e i templi buddisti , dove i ritmi sono più calmi e a volte il tempo sembra fermarsi. Non esitate a girarlo zaino in spalla e con macchina fotografica al seguito e scoprirete una popolazione culturalmente ricca e sempre sorridente e gentile, che non ha mai abbandonato l’antica componente animista caratterizzata ancora oggi dalle piccole case degli spiriti quasi sempre presenti in ogni abitazione.

9 risposte a "Thailandia…..il mio primo amore"

  1. Molto bello e interessante il tuo articolo. Peccato che io non posso andare in questi posti. Sono ipocondriaca mi potrei immaginare di prendere tutte le malattie del mondo. Ma deve essere stata un’esperienza stupenda😁😊❤️

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