Dolce San Valentino

Con la persona giusta accanto riesco a fare anche ciò che non sono mai stata capace di far prima…sono ispirata, aspetto di vedere il suo sguardo felice mentre affonda la forchetta nel morbida fetta ancora tiepida.

Ed è così che al terzo tentativo mi cimento nell’uso degli impasti senza glutine. Fossero impasti salati mi sentirei più tranquilla ma sono impavida😃e mi butto sul dolce, mia croce da sempre.

Ammorbidisco il burro a bagnomaria insieme al cioccolato, aggiungo le uova, il mix di farine gluten free, un po’ di latte e comincia l’avventura. Il frullino elettrico miscela il tutto e il suo rumore di sottofondo accompagna i miei pensieri: Verrà buono? Sarà morbido? Farò un disastro?🤔

Ma alla fine perché farsi tante domande, la fortuna aiuta gli audaci😂. E allora pronti a versare il tutto nello stampo imburrato e via in forno. L’attesa dura una ventina di minuti e ogni tanto l’occhio cade sul vetro del forno…praticamente sto stalkerizzando il dolce🧐

Il mio sguardo apprensivo non lo ha intimidito e il risultato è stato più che ottimo. Morbido, gustoso e un profumo di cioccolato che ha invaso felicemente casa…

Che meraviglia avere una musa ispiratrice…. buon San Valentino ❤️

Risotto…..

In cucina avvolta dal profumo dei porcini , dal loro armonioso sfrigolare in padella, pronti per tuffarsi fra i chicchi di riso, tostati e sfumati in morbidi effluvi di vino bianco…cottura lenta e armoniosa accompagnata da un brodo di verdure fino all’aggiunta finale di speck croccante….il risotto.

Il riso è un almento bellissimo. E’ bello quando cresce, file precise di gambi verde brillante che si stagliano verso il sole estivo; è bello quando viene raccolto, covoni dorati in autunno, impilati in risaie simili a patchwork; è bello quando, trebbiato, si riversa nei silos come un mare di piccole perle; è bello quando è cucinato da una mano esperta, bianco splendente e dolcemente fragrante.

Pensieri in cucina…..

Domenica mattina, cielo incerto, grigio, in cucina mentre preparo la colazione per il mio amore…la mente divaga su l’umanità che ci circonda. I cambiamenti in questo ultimo anno per la nostra famiglia sono stati tanti e positivi. Il cambiamento quando è crescita è sempre fonte di luce e serenità….per noi lo è stato e lo continuerà ad essere, quello che non cambierà mai è la costante ricerca di spiritualità, rispetto, sincerità d’animo, maturità e capacità di offrire il meglio di se stessi sia per noi stessi che per chi ci circonda.

Ad un certo punto della propria vita si diventa esigenti, non si riesce più a concedere agli altri atteggiamenti e pensieri superficiali, privi di comprensione empatica. Troppo spesso ultimamente noto queste situazioni e il primo pensiero è chiedersi se è un mio disagio o un’incapacità degli altri ad andare oltre. Quello che sento è l’incapacità degli altri, quindi scelgo di privarmene e continuare a cercare chi sa porsi le mie stesse domande e cercare di sperimentare la realtà soggettiva dell’altro senza perdere la propria prospettiva. In una visione prospettica evoluzionistica il vantaggio dovrebbe essere di ridurre il rischio di danneggiare i componenti di un gruppo sociale portando invece a comportamenti altruistici di cui l’intera comunità potrebbe beneficiare.

Io mi reputo fortunatissima perché chi mi é accanto, la mia famiglia, è una persona speciale, che va oltre, non si ferma al primo strato, ha una dote innata di comprensione superiore.

Dovremmo provarci un po’ tutti ad andare oltre….buona domenica!❤️

Ribolla Gialla…il profumo del Collio

Ribolla Gialla…un antico rapporto di tradizioni e legame con il territorio. 

La sua storia è molto lunga, di quasi 700 anni. Documenti risalenti al ‘300 riportano che la sua fama aveva già oltrepassato i confini nazionali e che venisse offerto dal comune di Udine alle cariche militari e politiche che giungevano in città.

Vitigno autoctono, ha attraversato momenti di crisi dovute alle troppe varianti e a discapito della qualità, fino a momenti di quasi distruzione totale durante la Grande Guerra . Varietà versatile in parte dovuto ad un’elevata acidità malica, che rende il gusto del vino più morbido, trova la sua migliore espressione in zona collinare: il famoso Collio friulano.

Il Collio è terra di confine , dove il lavoro duro è accompagnato da poche parole, vecchie generazioni di agricoltori che davano l’anima per questa terra ed i suoi frutti.

Espressione vera di tutto ciò è Damijan Podversic. Nei suoi vigneti sul Monte Calvario il suo obiettivo è produrre grandi uve per grandi vini il tutto senza chimica ma soltanto pazienza e lavoro duro.

Ed è nella terra che ha trovato  il segreto della sua fantastica Ribolla Gialla che grazie alla marna e all’arenaria, permette al terreno di conservare la sua umidità  per far crescere i vitigni anche durante le estati più torride.

Il Friuli a lungo è stato associato al più famoso Tocai, oggi diventato Friulano, ma a differenza di quest’ultimo che Damijan stesso paragona ad una bella ragazza che noti da lontano, la Ribolla non ti accorgi quando ti passa accanto, ma se ti ci siedi a tavola non ti alzi più, perché risplende di una bellezza interiore.

Prindis……….

New York 🇺🇸🍪🌉

Prime impressioni del mio contatto con gli Stati Uniti….in realtà sono state conferme di tante idee che mi ero fatta nel corso degli anni ma è stata un’esperienza positiva. Viaggiare e toccare con mano la cultura e i modi di vivere è sempre qualcosa che ci lascia dentro emozioni e esperienze.

Cresciuta con il mito dell’America  degli anni ’80 e ’90 attraverso film e serie tv cult, devo dire che forse il mio viaggio è arrivato in un periodo storico abbastanza complicato per entrambi i continenti . Anche il modo e le aspettative di viaggio sono cambiate in questi anni.

Questi giorni passati nella Grande Mela mi hanno lasciato l’idea di una città fuori da ogni schema, che accoglie una diversità impressionante di culture diverse che sembrano apparentemente integrate, ma in realtà riescono a conservare le proprie tradizioni e abitudini creando dei piccoli micromondi a se stanti.

L ‘unione di diverse origini nazionali ( inglesi ,olandesi , spagnoli..)e di orientamento religioso (anglicani, cattolici, calvinisti, ebraici..)ha creato una identità condivisa e tutto questo melting pot traspare anche dal cultura gastronomica di questa città.

Si tratta soprattutto di cucina etnica, che nel corso degli anni ha subito variazioni e che oramai  identifica la città.

Percorrendo le strade affollate è un continuo susseguirsi di locali italiani, messicani, cinesi ,giapponesi, indiani che offrono le loro specialità, adattandole al gusto americano soprattutto per quanto riguarda le porzioni. Qui è difficile trovarne di adeguate ma è tutto in eccesso e accompagnato da salse, condimenti e patate fritte.

Food track e carretti ambulanti offrono street food da assaporare in una città dove tutti vanno di fretta.

La fanno da padrone gli Hot Dog che diffondono un onnipresente profumo a tutte le ore del giorno.

Altri assaggi da non perdere sono di origine ebraica: il Pastrami e i Bagel.

Il primo è una pietanza a base di manzo che richiede una preparazione di circa un mese, dove la carne trattata con erbe viene pressata, affumicata e cotta al vapore, tutto ciò le conferisce un sapore e una morbidezza da provare assolutamente. 

Il bagel insieme all’ hot dog è un pò il cibo iconico della città ; è una ciambella croccante fuori e morbida al centro, bollito per poco tempo in acqua e poi cotto al forno ….creare il bagel perfetto è una vera e propria arte, ricoperto di semi di sesamo o papavero, è gustoso ripieno con crema al formaggio o salmone, ma si presta ad innumerevoli connubi che lo rendono speciale ad ogni ora del giorno.

Discorso a parte meritano gli Hamburger e i dolci caratteristici…Red Velvet, Cheesecake,Cupcakes,Pancakes ma per questi al prossimo articolo……io vado a fare uno spuntino con i cookies appena sfornati.

Chocolate Chip Cookies

Di ritorno dal mio primo viaggio nei USA di cui vi racconterò più avanti, mi porto dietro un dolce e goloso ricordo newyorkese: i chocolate chip cookies

Il biscotto più famoso degli Stati Uniti 🇺🇸 nasce negli anni ‘30 in Massachusetts dalle mani di Ruth Wakefield e come tante scoperte nei campi più diversi non nasce da un esigenza o da un’intuizione ma da un ingrediente mancante. Ruth,proprietaria di un lodge in stile coloniale, mentre preparava dei biscotti al burro per i suoi clienti si accorse di non avere il Baker’s chocolate, un tipo di cioccolato amaro che si scoglieva da usare in cottura, decise quindi di usare una barretta di cioccolato semidolce ridotta in piccoli pezzi regalatale dal suo amico Andrew Nestlè. Sfornando i biscotti si accorse che le scaglie di cioccolato non si erano sciolte ma erano rimaste morbide ma integre e quando li servi ancora tiepidi furono un trionfo. Da allora la ricetta finì da un giornale di Boston fino alla radio decretandone un successo ancora oggi immutato.

Devo ammettere che cominciare la giornata con un cookie 🍪 tiepido è una vera carica di energia. Al primo morso la sua croccantezza esterna lascia il posto alla morbidezza interna del suo impasto di zucchero scuro di canna, burro e scaglie morbide di cioccolato caldo e tutto questo accompagnato da un profumo inebriante.

Preparare questi biscotti è davvero semplice, gli ingredienti non sono tanti ma l’importante è che siano di qualità a partire dalla scelta dello zucchero fino alle uova.

Di seguito vi lascio la ricetta che ho usato per prepararli. Io ho usato quella classica ma ne esistono altre con varie varianti a partire dalla qualità di zucchero fino al l’aggiunta di spezie o aromi differenti quali caffè, noci,cannella.

Ingredienti

• 260 g di farina

• 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

• 1/2 cucchiaino di sale

• 170 g di burro morbido

• 220 g di brown sugar

• 100 g di zucchero bianco

• 1 cucchiaino di estratto di vaniglia(o una bustina di zucchero vanigliato)

• 1 uovo intero

• 1 tuorlo d’uovo

• 300 gr di gocce di cioccolato amaro

Preparazione

In una ciotola, mischia con la frusta elettrica il burro, il brown sugar e lo zucchero bianco. (Se usi lo zucchero vanigliato, aggiungilo ora).

Aggiungi l’estratto di vaniglia , l’uovo intero e il tuorlo e mischia di nuovo.

Incorpora la farina con il sale e il bicarbonato di sodio, ed aggiungili all’impasto. Mischia di nuovo con la frusta elettrica.

Aggiungi infine le goccia di cioccolato  (questa volta sarà meglio usare un cucchiaio in legno per mischiare).

Fai riposare l’impasto nel frigo per una ventina di minuti. Nel frattempo puoi far riscaldare il forno a 170°C, e preparare le teglie.

Non appena l’impasto è freddo (o almeno fresco), fai delle palline aiutandoti con due cucchiaini. Disponile sulla teglia ben distanziate in quanto cuocendo si espanderanno.

Fai cuocere per circa 15 minuti, tenendo d’occhio. Il tempo di cottura può variare a seconda del forno, della grandezza e della quantità di cookies…..Quindi non allontanarti dalla cucina! Posso assicurarti che un minuto o due fanno la differenza per ottenere biscotti morbidi o secchi!

I cookies sono pronti quando sono leggermente dorati, ma devono essere ancora un po’ morbidi se li schiacci col dito (senza scottarti!). Quando i cookies sono cotti, tirali fuori dal forno e lasciali riposare per qualche minuto. Saranno troppo fragili per poterli spostare.

Quando si saranno induriti, spostali su una griglia per farli raffreddare completamente.

In teoria i cookies si conservano per qualche giorno in una scatola di metallo. In pratica, non ce ne saranno praticamente più prima che diventino completamente freddi!

Buona preparazione e fatevi avvolgere dal loro profumo appena sfornati😋